Una recensione speciale: Carlo Monzani

Oggi desidero condividere con voi un regalo davvero speciale: il commento alle mie opere da parte del pittore e maestro d'arte Carlo Manzani, che ringrazio di cuore per il tempo che ha dedicato a scrivere di me.

L’arte figurativa nasce dal desiderio dell’uomo di comprendere ciò che gli è misterioso, di entrare dunque alla conoscenza di dio, del creatore; un mezzo per potersi illudere di andare al di la dei suoi limiti e nella storia dell’arte, fra i generi pittorici, il ritratto ha sempre rappresentato un momento nevralgico per gli artisti; quella che possiamo definire “ la prova del fuoco”.

Con il cosmopolitismo della sua arte Patrizia Monzio Compagnoni si presenta con le sue opere con uno stile che possiamo senz’altro definire perfetto nella forma, con un carattere di universalità eternità del suo valore, mediato da una nobile purezza che implica ed esprime una concezione totale del mondo.

I suoi ritratti, sorretti da un virtuoso disegno, non sono una semplice imitazione, una copia matematica conforme all’originale ma sono il progetto dello spirito, l’espressione del sentimento che è la parte più nobile dell’essere umano.

Per questa ragione ci fa vedere qualcosa che è assai superiore alla verità apparente.

Patrizia Monzio Compagnoni si è incamminata nel mondo luminoso dell’arte costruendosi un bagaglio artistico-culturale recanti risvolti accademici che l’hanno aiutata a scandagliare la propria identità inconscia e di conseguenza a trovare e ad esprimere a livello consapevole il calore di una potenza coloristica a livello consapevole il calore di una potenza coloristica che , tra l’altro, annuncia una personalità fortemente volitiva, propria di chi ha imparato ad affrontare con successo le avversità della vita, presentandosi a noi come chiaro esempio grazie anche ad unethos che trova rigoglioso sviluppo nel fertile humus esistenziale ed artistico.

Sicura erede di un’arte che si manifesta nel divenire dei secoli; dall’operazione magica volta al successo per l’esistenza delle splendide raffigurazioni dell’uomo di Altamira e di Lascaux, all’entusiasmo greco, al furor dell’ispirazione rinascimentale, al travaglio interiore del pathos romantico, fino alle esperienze espressive più varie dei tempi nostri.

Così le sue figure, i suoi ritratti, l’umanità che la circonda, davanti a lei si fanno commento, specchio dei suoi pensieri e si interroga sulla propria esistenza, sul proprio destino, sulle sue legittime esigenze ed aspirazioni.

Guardiamo i suoi ritratti, quegli sguardi; quegli occhi che impressionano l’animo: sembrano diamanti, gemme incastonate nella tela, stelle che brillano di luce eterna in un universo che non avrà fine. Come il suo talento.

Alla nostra Patrizia affidiamo sicuramente la sublime e nobile missione di immortalare la bellezza, spiegarla e diffonderla nell’animo di coloro che hanno la gioia di ammirare le sue opere.

 

CARLO MONZANI per Patrizia Monzio Compagnoni